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51 risultati trovati con una ricerca vuota
- Les livres de Frédéric Laffont
Bibliographie de Frédéric Laffont : découvrez ses livres. Frédéric Laffont, as a writer, pursues the same quest as in Camera Magica films: of a stripped-down and profound writing, It explores the nuances of human destinies. Paris, Kigali, Kabul, Jerusalem and Gaza… libri. Au 24 faubourg Saint-Honoré éditions de L'Iconoclaste, 2024 Une vie par le menu Prix Passion Littérature éditions de L'Iconoclaste, 2022 Mille et un jours, mille et une nuits éditions Arléa, 2002 à propos du conflit isréalo-palestinien. Maudits soient les yeux fermés édition Lattès, 1995 à propos du génocide au Rwanda Poussières de guerre éditions Robert Laffont, 1990 Sur la guerre URSS-Afghanistan Co-écrit avec Christophe de Ponfilly
- Les mains d'Hermès | Frédéric Laffont | Camera Magica
"Entre documentaire et film de cinéma, Les Mains d'Hermès est un hymne à l'artisanat bien plus qu'au luxe à la française.'' Le mani di Hermes Cuori e artigianato Le Monde: "Tra documentario e film cinematografico, Le mani di Hermès è un inno all'artigianato molto più che al lusso francese. Un film lento, fatto di silenzi e di sguardi, di gesti ancestrali con, sullo sfondo, una Francia profonda e nebbiosa." Versione inglese: CUORI E ARTIGIANATO Un film di Frédéric Laffont e Isabelle Dupuy-Chavanat A cura di Pauline Casalis Durata: 46' © Hermès, 2011 Artigiani, gesti e saper fare. Il respiro del cuoio e del cristallo, il canto della seta e del metallo, le parole degli uomini e delle donne, anche i loro silenzi. Un film di riferimento proiettato nei cinema di Tokyo, New York, Pechino, Parigi, Mosca, Abu Dhabi. Artigiani di Hermès 9 cortometraggi, 9 universi, 9 ritratti di artigiani. 9 per le 10 dita della mano. Le mani di Hermes. Durata: 13' © Hermès, 2011
- Captain W, astronaute | Frédéric Laffont | Camera Magica
Wally Schirra rêvait d’être pompier, il deviendra astronaute. En 1959, il fait partie des sept premiers astronautes américains sélectionnés par la NASA. Seul astronaute à avoir volé sur Mercury, Gemini et Apollo,. Wally Schirra raconte avec humour et passion son incroyable aventure spatiale, témoin privilégié de l’une des plus grandes épopées du XXe siècle. Capitano W, astronauta Premio Jules Verne per il miglior reportage 1994 ENGLISH VERSION Un film di Frédéric Laffont A cura di Jean-François Giré Durata: 56' © France 3, Interscoop, Città della Scienza e dell'Industria, 1994 Wally Schirra sognava di diventare pompiere, ma diventò astronauta. Nel 1959, fu uno dei primi sette astronauti americani selezionati dalla NASA. Quando un giornalista gli chiese: "Chi pensa che tornerà vivo dallo spazio?", alzò entrambe le mani. Primo a completare con successo un rendez-vous spaziale, divertì Houston segnalando un "UFO rosso" che, a suo dire, era la slitta di Babbo Natale nel dicembre del 1965. Unico astronauta ad aver volato su Mercury, Gemini e Apollo, Wally Schirra racconta la sua incredibile avventura spaziale con umorismo e passione, testimone privilegiato di una delle più grandi epopee del XX secolo.
- Liban, la guerre des nerfs | Frédéric Laffont | Camera Magica
Prix Albert Londres 1987 Libano, la guerra dei nervi Premio Albert Londres 1987 Le Monde, Elogio del grande giornalismo. J.C. Pomonti, 21.02.1988 Premio audiovisivo Albert Londres 1985: I combattenti dell'insolenza (Afghanistan), di Christophe de Ponfilly. 1987: La guerra dei nervi a Beirut, di Frédéric Laffont. "Ponfilly e Laffont rappresentano da soli il 66% del personale della piccola agenzia Interscoop e lottano come leoni per produrre reportage degni di questo nome!" Un film di Frédéric Laffont A cura di Pierre Molard Durata: 13' © Interscoop, Sygma TV, 1986 "Quando il volume è alto, ascolto Pavarotti. Quando il volume aumenta, alzo il volume..."
- Poussières de Paix | Frédéric Laffont | Camera Magica
Palestine-Israël, Seconde Intifada. D'octobre 2000 à février 2002, Frédéric Laffont va revenir une douzaine de fois en Israël et dans les territoires palestiniens pour raconter autre chose que l'escalade vers le pire. Seul avec sa caméra, il va à la rencontre des personnes qui, des deux côtés, s'efforcent de construire la paix. Polvere di Pace Le Monde: “Poussières de paix, lungometraggio di Frédéric Laffont, è un film di speranza, un lavoro controcorrente, come sempre accade con questo grande reporter-documentarista. Vincitore del Premio Albert-Londres nel 1987, questo sostenitore della televisione impegnata e soggettiva ha come principio prendersi il proprio tempo. "I film si realizzano soprattutto quando non si sta girando", afferma. "Umanesimo". Un film di Frédéric Laffont A cura di Jean-François Giré Durata: 70' © Francia 2, Interscoop, 2002 Palestina-Israele, Seconda Intifada. Da ottobre 2000 a febbraio 2002, il grande reporter tornò in Israele una dozzina di volte. e nei territori palestinesi per raccontare qualcosa di diverso dall'escalation verso il peggio. Solo con la sua macchina fotografica, incontra persone di entrambe le parti che si impegnano per costruire la pace. Allo stesso tempo, radio e televisioni commentano l'ultimo attacco e i combattimenti in corso.
- Poussières de guerre | Frédéric Laffont | Camera Magica
Cette passionnante enquête nous entraîne en URSS, au Pakistan, à Kaboul et clandestinement dans les provinces d’Afghanistan. Polvere di guerra Edizioni Robert Laffont, 1985 Scritto in collaborazione con Christophe de Ponfilly, Premio Albert Londres 1985. Quando il canto delle armi finisce, arriva il tempo delle lacrime. Le guerre attraversano la storia come turbini. Per i sovietici, la guerra in Afghanistan durò dieci anni; per gli afghani, continua. Al di là dell'evento, questo libro racconta la terribile storia degli uomini precipitati nella guerra. Da entrambe le parti, i combattenti e i loro cari si confidano con i grandi reporter, entrambi vincitori del Premio Albert Londres. Attraverso i loro incontri, Ponfilly e Laffont dipingono un vasto affresco dell'assurdo, in cui si incontrano gli sguardi di uomini che si sono uccisi a vicenda senza mai conoscersi. Questa emozionante avventura ci porta nell'URSS, in Pakistan, a Kabul e clandestinamente nelle province dell'Afghanistan. Un anno di indagini per un documento eccezionale. Le Monde: "Un'incessante accusa contro l'oscenità della guerra". VSD: "Un lavoro magnifico. Lo spirito del grande giornalismo nella sua forma più pura." Le Figaro: "Christophe de Ponfilly e Frédéric Laffont hanno rintracciato, in entrambi i campi, le stigmate dell'assurdo conflitto sovietico-afghano. Un esercizio formidabile, un risultato ammirevole."
- Maudits soient les yeux fermés | Frédéric Laffont | Camera Magica
Rwanda. Des mois après les massacres, l’herbe a repoussé. Sur un charnier, les restes d’un écolier reposent près de son manuel de lecture resté ouvert sur un extrait du Roman de Renart : "Maudits soient les yeux qui se ferment quand ils doivent rester ouverts..." Maledetti occhi chiusi Edizioni JC Lattès & Arte, 1995 Scritto in collaborazione con Françoise Bouchet-Saulnier, dottore in giurisprudenza, responsabile legale di Medici Senza Frontiere. Ruanda. Mesi dopo i massacri, l'erba è ricresciuta. In una fossa comune, i resti di uno scolaro giacciono accanto al suo libro di lettura, lasciato aperto su un estratto da "Il romanzo di Renart": "Maledetti siano gli occhi che si chiudono quando dovrebbero restare aperti..." Mai più! Nonostante questa solenne promessa, cinquant'anni dopo i campi di sterminio nazisti, un altro genocidio stermina esseri umani per quello che sono. La loro unica "colpa": essere nati Tutsi, proprio come altri sono nati ebrei, zingari o armeni. Chi porterà giustizia? Nelle fosse comuni e nelle organizzazioni internazionali, una litania di promesse vuote funge da tributo funebre. Solo individui isolati tentano di stabilire i fatti, di scrivere la storia. Tra questi granelli di sabbia che dovrebbero fermare la macchina del silenzio: Françoise, Joseph e François-Xavier. Un avvocato europeo, un attivista ruandese per i diritti umani e il Procuratore della Repubblica di Kigali, raccontano la loro ricerca di giustizia. Questo libro è il risultato di un anno di impegno e ricerca in tutto il mondo. Una riflessione forgiata attraverso il contatto con la realtà del campo e delle persone. Questa storia risuona ben oltre le mille colline del Ruanda... Affinché l'augurio "Mai più" non sia più una menzogna rivolta alle generazioni future. Vita: “Un sasso nello stagno, con infinite onde d’urto.”
- Ballade pour un Cowboy | Frédéric Laffont | Camera Magica
“Le beau documentaire en forme de road-movie de Frédéric Laffont est empreint de mythologie hollywoodienne. Le film débute dans le décor minéral de Monument Valley, là même où John Ford tourna de nombreux westerns. Ballata per un cowboy Libération: “Il bellissimo documentario in stile road movie di Frédéric Laffont è intriso di della mitologia di Hollywood. Il film si apre nell'ambientazione minerale della Monument Valley, lo stesso posto in cui John Ford girò molti western. Ma la lunga strada di Clint Cannon ricorda di più il nostalgico Indomitable (The Lusty Men, 1952) di Nicholas Ray, in cui Robert Mitchum interpreta un cowboy da rodeo alle prese con la disillusione di una modernità sempre più materialistica.” Un film di Frédéric Laffont Durata: 1h03' © Arte France, Interscoop, Artline Films, 2006 Montaggio: Mathilde Grosjean I cowboy del rodeo hanno questo in comune con i personaggi di Gli spostati di John Huston: Possono contare solo su se stessi. Clint Cannon. Polso fratturato tre volte, braccio rotto due volte, rene e fegato perforati, spalla lussata, cranio fratturato... Non importa. Sta inseguendo il suo sogno. Lo stesso che un tempo aveva suo padre: qualificarsi per le finali di Las Vegas. Attraversa l'America di rodeo in rodeo. E anche fare rifornimento di benzina fa male al suo portafoglio vuoto.
- Les films de Frédéric Laffont – Documentaires
Filmographie de Frédéric Laffont : découvrez ses documentaires primés produits avec Camera Magica et d'autres. Frédéric Laffont viaggia per il mondo con la sua macchina fotografica, attenta ai silenzi, agli sguardi, alle fratture e agli impulsi dell'umanità. film.
- Dieu, poste restante, Jerusalem | Frédéric Laffont | Camera Magica
Un documentaire de Frédéric Laffont. Au plus près des hommes, des Israéliens, des Palestiniens, et parfois de Dieu, par le courrier. Dio, poste restante, Gerusalemme Un film di Frédéric Laffont A cura di Jean-François Giré Durata: 50' © Interscoop, France 3, Tele-Europe, 1993 La Croix: "In questa produzione di Frédéric Laffont per Zanzibar, ritroviamo un approccio simile a quello del suo film "Beirut, des balles et des ballons", Golden Nymph al Festival di Monte Carlo, lo stesso approccio sensibile all'uomo gettato nella storia, la stessa precisione di tono per padroneggiare una realtà complessa." Con i postini di Gerusalemme, da un indirizzo all'altro, da un quartiere all'altro, da un mondo all'altro mondo. Lettere di cugini americani per alcuni, lettere dalla prigione per altri, anche lettere d'amore... Alcune missive sono indirizzate direttamente a "Dio, fermo posta, Gerusalemme". Il più vicino possibile alle persone, israeliani, palestinesi e talvolta a Dio, tramite posta.
